30 maggio, 2006

Fiammelle e vasti roghi d’informale nel fumetto

Da un commento del bravo fumettista Ausonia mi chiedo se fumetto e arte informale possono incontrarsi.
La domanda mi pare si divide: la lezione dell’informale può completare il linguaggio figurativo di un fumettista?, è possibile una narrazione per immagini astratte?
La prima risposta è sì. Ecco alcuni esempi.
In Contratto con Dio la pioggia di Will Eisner brucia ogni oggetto del mondo.
Alberto Breccia nelle trasposizioni a fumetti dei racconti di Lovecraft (nella foto) porta la figurazione sulla soglia dell’informale e spesso la attraversa.
Igort disegna in Sinatra un mondo evanescente, figure e scenari sono ugualmente immateriali: forse un mondo fatto di memoria.
Mattotti concepisce Chimera come una composizione musicale di segni, passando da pagine rarefatte a grumi impenetrabili: una foresta amazzonica, un tessuto nero.
Amanda Vähämäki riempie lo spazio di grafite spalmata a colpi di polpastrello, gomma. Le sue atmosfere ‘sporche’ sono materiche, poetiche, evocative.
Anche la seconda risposta è sì, ma si tratta di narrazioni sperimentali oltre il fumetto. Mi viene in mente questo lavoro di Dario Voltolini e Nicola De Maria.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

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