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01 dicembre, 2010

Piovono supereroi


Quando ero piccolo girava una storiella. Gli adulti la usavano per spaventare i bambini e faceva così. Un piccolo fan di Superman riceve a carnevale il costume del suo eroe preferito. Lo indossa e, convinto di essere in tutto e per tutto come Superman, si tuffa dal balcone e si spetascia al suolo. Ora, una persona con un minimo di logica ti farebbe presente che se credi di poter volare dovresti provare a decollare da terra prima di lanciarti nel vuoto, ma questa è un'altra storia.
Quello che mi ha fatto ripensare a questa storiella spaventapasseri è il commento che il ministro Rotondi ha rilasciato oggi. Giudicando il modo in cui i giornali hanno parlato del suicidio Monicelli, il ministro ha detto:

Temo che si trasmetta un messaggio non di carità ma di ammiccamento alle scelte assolutamente non esemplari, nel senso che non debbono essere un esempio. Procurarsi la morte e rifiutare i funerali non significa laicità, ma rifiuto del mistero della morte e penso all'impatto che tutto ciò ha sui giovanissimi.

Che vuol dire? Chi sono i giovanissimi? Orde di sedicenti Superman pronti a scavalcare i davanzali d'Italia? A chi parla Rotondi? Quali ragazzetti impressionabili crede di proteggere con il suo richiamo alla cautela? Che paese di babbei ha in mente uno che dice una cosa simile?
Il mio, immagino.
Peccato.
Mi lego il mantello e vi saluto.

15 novembre, 2010

Mille domande, una risposta

Ma tu non ce l'hai una foto dove guardi in camera e ridi e sei con un sacco di amici e siete tutti vestiti fighi in un locale bello e avete tutti un bicchierone di plastica in mano con dentro un cuba libre che sarà almeno il settimo guarda e le ragazze sono tutte truccate però di solito sono delle tipe a postissimo e semplici è solo che ogni tanto ci si mette un po' in tiro e i ragazzi invece sono più sciolti ma hanno le magliette in tinta con la playlist è che stasera è speciale che siamo andati a vedere un gruppo troppo avanti e abbiamo fatto i chilometri ma ne valeva la pena?
Ma tu non senti che a volte non è abbastanza?
Ma tu non credi che nella vita poi c'è sempre un momento magico?
Ma tu non vedi delle occasioni da prenderere al volo?
Ma tu non hai dei progetti che tipo ora non hai tempo ma magari un domani?

No.
Io sono qui che cazzeggio mentre aspetto di morire.
E mi va benissimo.

Disegno di Ernie Bushmiller

11 novembre, 2010

Il sesso degli altri

Non è un buon segno quando la tv comincia a dichiararsi portatrice di progresso. Di solito questo accade quando un programma televisivo si arroga il merito di aver "infranto un tabù", spesso legato alla visione del corpo o comunque di natura sessuale. In questi casi si assiste a un paradosso piuttosto evidente. La tv, che è freno inibitore per eccellenza e motore del conformismo più tranquillizzante, finge di essere dalla parte dei suoi detrattori. Ecco che allora i talk show pomeridiani, quelli che parlano alla "gente comune", si popolano di spogliarelliste, di prostitute, di persone che per una ragione qualsiasi hanno una patente di promiscuità. Ovviamente nessuno di loro è lì per essere liberamente quello che è: la presenza del pubblico in studio lo impedisce a priori. E' proprio il pubblico ad assicurare che il tabù di turno non venga infranto. Non tocca certo al conduttore o alla conduttrice biasimare il comportamento perverso dell'ospite. Per quello c'è il pubblico: quello stesso pubblico che dovrebbe ringraziare la tv per aver infranto i tabù che lui stesso vuole conservare intatti. 
Dietro la proliferazione di storie a luci rosse nella tv generalista non c'è nessuna evoluzione della morale sessuale degli italiani. E' solo per esigenze di palinsesto che all'improvviso la tv italiana - soprattutto quella del pomeriggio - ha cominciato a popolarsi di omosessuali (uomini e donne), transessuali e travestiti. E' ridicolo pensare che improvvisamente queste persone non siano più considerate dalla tv dei diversi o - peggio ancora - dei deviati. E' accaduto, molto più semplicemente, che la tv del pomeriggio (quella che coltiva le audience più fedeli e nutrite, ma che è fatta all'insegna del risparmio) si è accorta che le storie che essa stessa e il suo pubblico considerano di devianza sessuale tirano molto e costano poco. Mette tristezza pensare che un paese come il nostro si ritenga evoluto (o anche solo migliorato) dal momento in cui ha dato in tv libera cittadinanza a omosessuali dichiarati. Non c'è stata nessuna evoluzione né tantomeno un miglioramento. Continuiamo a essere un paese razzista e castrato, dove una persona è definita in base alla sua caratteristica che più ci irrita. Da noi un poliziotto omosessuale non sarà mai uno "sbirro di merda", ma sempre e soltanto un "cazzo di frocio".