22 maggio, 2006

Italiani: Dorando Pietri

Dorando Pietri, il simbolo dell'italiano che si spacca...
e non ce la fa!

Da Wikipedia:

Il 1908 era l'anno delle Olimpiadi di Londra. Dorando Pietri si era preparato per mesi all'evento, e il test fatto a Carpi alcuni giorni prima di partire per l'Inghilterra aveva dato un risultato molto promettente: 40 km in 2 ore e 38 minuti, una prestazione straordinaria per l'epoca.
La maratona olimpica era in programma il 24 luglio. Alla partenza, davanti al Castello di Windsor, c'erano 56 atleti, tra cui i due italiani Dorando Pietri e Umberto Blasi. Era una giornata insolitamente calda per il clima inglese.
Alle 14.33 la principessa del Galles diede il via. Un terzetto di inglesi si portò subito al comando della corsa, imponendo un'andatura elevata. Pietri si mantenne nelle retrovie, cercando di conservare le energie per la seconda parte di gara. Infatti verso la metà il maratoneta italiano iniziò la sua progressione, rimontando via via posizioni.
Al 32° km era secondo, a quattro minuti dal leader della corsa, il sudafricano Charles Hefferson. Saputo che l'atleta di testa era entrato in crisi, Pietri aumentò ancora il ritmo per recuperare il distacco, e al 39° km raggiunse e subito sorpassò il sudafricano.
Mancavano ormai un paio di chilometri all'arrivo, ma Pietri si trovò a fare i conti con l'enorme dispendio di energie durante la rimonta e la disidratazione dovuta al gran caldo. La stanchezza gli fece perdere lucidità. Arrivato allo stadio, sbagliò strada. I giudici lo fecero tornare indietro, e a quel punto Pietri cadde per la prima volta. Si rialzò con il loro aiuto, ma ormai stremato, faticava a reggersi in piedi da solo.
Era ad appena 200 metri dal traguardo. I 75000 spettatori dello stadio erano tutti in trepidazione per lui. Attorno a lui sulla pista i giudici di gara e persino alcuni medici accorsi per soccorrerlo. Dorando Pietri cadde altre quattro volte, ed altrettante fu aiutato a rialzarsi, ma continuò barcollando ad avanzare verso l'arrivo. Quando finalmente riuscì a tagliare il traguardo, sorretto da un paio di soccorritori, era totalmente esausto.
Il suo tempo finale fu di 2.54'46"4 su 42,195 km, ma solo per percorrere gli ultimi 350 metri impiegò quasi dieci minuti.
Poco dopo di lui arrivò lo statunitense Johnny Hayes. La sua squadra presentò immediatamente un reclamo per l'aiuto ricevuto da Pietri, che venne prontamente accolto. L'italiano fu squalificato e cancellato dall'ordine di arrivo della maratona.

Un ringraziamento a Mauro per la segnalazione

(Immagine: Pietri al suo drammatico arrivo)

2 commenti:

josef_k. ha detto...

la storia, però, è a lieto fine! Infatti "Pietri raccolse a Londra molta più fama di Hayes, quando la Regina Alexandra lo premiò con una speciale coppa d'oro. Dopo la drammaica battaglia olimpica tra Pietri ed Hayes, l'interesse del pubblico era tale che una gara organizzata da promotori professionisti si tenne nel novembre 1908 al Madison Square Garden. La gara venne vinta da Pietri con un distacco di 70 metri. Una seconda sfida disputata il 15 marzo 1909 venne anch'essa vinta dall'italiano". [da wikipedia.org]

roberto la forgia ha detto...

dall'ITALIANO!
puoi dirlo forte!