17 maggio, 2006

Le particelle elementari

Vi è capitato di vedere Le particelle elementari? Se non lo avete fatto andateci: è un film freddo e spontaneo, nessun patetismo; racconta la realtà per quello che è ma conserva, nella miglior tradizione dei libri di Houellebecq, una nascosta e vivissima radice di speranza. Houellebecq è un'espressione del marketing del capolavoro: freddo nel cercare consensi ma sofisticato e lucido nel guadagnarseli.
POMERIGGIO
I gesti abbozzati finiscono in sofferenza
E dopo cento passi si vorrebbe rientrare
Per sprofondare nel proprio malessere e andare a dormire
Perché il corpo di dolore fa pesare la sua presenza.

Fuori fa molto caldo e il cielo è splendido,
La vita fa volteggiare i corpi giovanili
Che la natura chiama alle feste primaverili
Lei è solo, ossessionato dall’immagine del vuoto,

E sente pesare la sua carne solitaria
E non crede più alla vita sulla Terra
Il suo cuore stanco palpita con difficoltà

Per rimandare il sangue alle sue membra troppo pesanti,
Ha dimenticato come si fa l’amore,
La notte cade su di lei come una condanna a morte.

(Immagine: la locandina del film)

1 commento:

Michele Casella ha detto...

mi spiace, ma... non sono assolutamente d'accordo. Le Particelle Elementari è uno dei peggiori film che abbia visto negli ultimi anni, vacuo ed inutile come non mi sarei aspettato. Partendo da un romanzo assai valido (come tutti quelli di Houellebecq), il regista riesce a disperdere senso ed estetica in pochissimo tempo. Il personaggio di Michael (lo scienziato, per intenderci) e la sua storia sono assolutamente noiosi, inutili e perdono tutta le implicazioni di follia ed etica che erano parte essenziale del romanzo. La metà del lungometraggio dedicata a Michael annoia, stanca e mette di malumore, mentre quella di Bruno si sofferma solo su alcune caratteristiche del personaggio. Il film scorre in maniera claudicante, prodotto edulcorato e scopertamente sentimentale, che gioca con le corde dei sentimenti provando a farle vibrare con retorica e senso di malessere. Noioso, pretenzioso, indecente. Già alla prima scena (dove in maniera artificiosa ed infantile viene citato il titolo del film, manco stessimo assistendo ad un corto per giovani filmaker del liceo) ho suggerito al mio compare di visione di alzarci ed andar via. Peccato non averlo fatto. Eppure avevo alte aspettative! Voto: 3 (l'unico che si salva è Moritz Bleibtreu, grande nei panni di Bruno)